Il Nolano, a Critical Blog alla ricerca della verità

Dire la verità. Non è sempre la scelta giusta. Il Nolano, Giordano Bruno, non tacque quasi mai e venne messo al rogo.

In questo spazio vogliamo celebrarlo con gli occhi di chi continua a guardare la realtà credendo di avere ancora il tempo di cambiarla, con l’ambizione di non venire messi al rogo.

 

L’amore per la verità e l’infinito

Giordano Bruno, detto il nolano, è stato:

  • monaco;
  • filosofo;
  • scrittore;

Vissuto nel XVI secolo, il suo pensiero, inquadrabile nel naturalismo rinascimentale, fondeva le più diverse tradizioni filosofiche — materialismo antico, averroismo, copernicanesimo, lullismo, scotismo, neoplatonismo, ermetismo, mnemotecnica, influssi ebraici e cabalistici — ma ruotava intorno a un’unica idea: l’infinito, inteso come l’universo infinito, effetto di un Dio infinito, fatto d’infiniti mondi, da amare infinitamente. (fonte Wikipedia)

La verità diviene eresie. Il filosofo al rogo

Per queste argomentazioni e per le sue convinzioni sulla Sacra Scrittura, sulla Trinità e sul Cristianesimo, Giordano Bruno, già scomunicato, fu incarcerato, giudicato eretico e quindi condannato al rogo dall’Inquisizione della Chiesa cattolica. Fu arso vivo a Roma in piazza Campo de’ Fiori il 17 febbraio 1600, durante il pontificato di Clemente VIII. (fonte Wikipedia)

La verità non è mai semplice

Nel corso della sua vita il filosofo ha errato per l’Europa, riuscendo in ogni corte o luogo dove trovava ospitalità a irritare i suoi momentanei benefattori o datori di lavoro. Ovunque si trovasse nel suo eterno peregrinare si è segnalato per la vivacità del temperamento e l’ingegno brillante. Un carattere non facile, un amante eccessivo delle sue idee e della sua verità. Ebbe per tutta la vita l’uzzolo della provocazione e del litigio. Uno scomodo. Come oggi non ce ne sono più.