Sogno di una notte di mezza sbornia

Ogni tanto il nolano se ne va anche a teatro. Come sapete non ama particolarmente le prime sfarzose o i “massimi” cittadini, anche se a volte non può farne a meno. Questa volta è andato al Cat di Castellammare di Stabia. ed è stato fortunato. Nella sua nuova sede la cooperativa teatrale messa su da i figli, di sangue e d’arte, di Italo Celoro, trova, speriamo, la sua definitiva consacrazione quale luogo di crescita, intrattenimento e sperimentazione. E non è poco. Lo spettacolo per il quale il Nolano ha poggiato il suo sedere sulle sedie del Cat è “Sogno di una notte di mezza sbornia”, di Eduardo De Filippo. Per la regia di Sergio Celoro che sulla scena veste anche i panni dell’attore protagonista. All’inizio ero sconfortato. Mi annoiano queste vecchie rappresentazioni. Le trovo naftalose. Per un pubblico domenicale anziano e sazio. Già pronto per l’eterno riposo della vita. E invece la compagnia si sveglia. Ci da una sveglia. Indovina i tempi e anche quando dimentica una battuta la butta nella caciara giusta per trascinare in risate di gusto tutta la sala.

Ad aumentare ancor di più il pregio della rappresentazione, la presenza sul palco di attori provenienti dalla stessa scuola teatrale cittadina. Un’affermazione che suonerebbe provinciale, se non fosse che al Cat c’è tanta professionalità e che ci troviamo in un’area ex industriale dove non è facile riuscire a fare qualcosa che non sia commercio o malaffare per vivere o semplicemente trascorrere le giornate. E allora il Cat non è solo un luogo da valutare con l’occhio di chi vuole atteggiarsi a critico teatrale, ma un luogo dove si fa vita, dove si trascorre il tempo in compagnia, cercando qualche stimolo positivo. E chi è capace di cercarlo. Alla fine lo trova.

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