Cinema

The square, palma d’oro da rivedere

Il film di Ruben Östlund The Square ha vinto la Palma d’Oro a Cannes 2017. E questo è un fatto.

Ci fa sentire meno idioti e lenisce il nostro senso di colpa per non essere sempre in sintonia con l’arte contemporanea. E questo è bene.

Ma è anche un già visto.

Le vacanze intelligenti. Episodio del film Dove vai in vacanza? del 1978.

 

 

Il mistero di Bellavista – film del 1985, scritto, diretto e interpretato da Luciano De Crescenzo.

Ovviamente The square, non è solo questo. Non dimentica di dare qualche sferzatina qua e là alla comunicazione virale e alla società occidentale in generale, con occhio svedese.

Un occhio nordico, come è naturale che sia, ma che, se da un lato rispecchia alcuni canoni di quel tipo di cinematografia (es. il ritmo), dall’altro, per una società eccessiva come la nostra, può risultare un po’ ingenuo, anche nella denuncia.

Sebbene ci siano momenti eccellenti (l’intervista iniziale, la battaglia per il preservativo, la performance del gorilla durante la cena di gala), alcune delle battute e delle situazioni che dovrebbero e potrebbero essere più esilaranti, sembrano sempre mancanti di qualcosa. Il lavoro di elaborazione viene lasciato allo spettatore e questo può essere un pregio, anche se per colpire davvero nel segno forse si poteva insistere un po’ di più.

Ci si trova davanti a tanti spunti, tante possibilità.

Östlund riesce continuamente a inquadrare e mettere a fuoco lucidamente una serie di bersagli, ma poi non preme mai il grilletto. Non da il colpo di grazia. E così il film scivola via fino al finale, lasciandoci con un senso di incompiutezza. O forse è proprio questo il suo intento. Lasciare a noi il compito di agire ed elaborare gli stimoli che ci ha proposto con la sua opera.

E per questo la Palma d’oro 2017 è da rivedere.