C’è bisogno di fare nesso, madre

Colpisce allo stomaco di chi è riuscito a fare nesso con lui. Alessandro Bergonzoni, esibitosi lo scorso due dicembre al Madre di Napoli, ci ricorda dell’urgenza di fare qualcosa prima che, per noi (ma un po’ per tutti), sia troppo tardi. L’urgenza è dettata dalla necessità di agire finché ci sarà ancora margine di manovra. Il tempo pare stringere. Volontà e capacità diminuiscono sempre più.

Un discorso fortemente politico quello di Bergonzoni che ben si è innestato nello spirito della serata, evento conclusivo della rassegna La città e l’ospitalità. La fatica e la bellezza. Una tre giorni promossa dalla Cooperativa Sociale Dedalus in collaborazione  con Associazione Astrea, Associazione A voce alta, Associazione Con…, Officine Gomitoli e Fondazione Premio Napoli e dedicata al tema della relazione tra “comunità” e “ospitalità”.

Un momento importante di riflessione su due temi che ci coinvolgono in prima persona.

Il senso di comunità che stiamo perdendo. Una polarizzazione dei sentimenti che frantuma il familiare, degenerando nei non luoghi virtuali, traendo linfa nell’asocialità urbana occidentale. Una sconfitta che ci lascia sempre più soli e fragili e, dunque, impreparati ad accogliere chi fugge da tragedie che non comprendiamo ma che vediamo distrattamente attraverso uno schermo, il quale spesso ci racconta tutt’altre storie.

Soli, siamo incapaci di accogliere. Soli, siamo meno forti e più spaventati e vediamo l’altro come  un nemico, un concorrente, da superare, dimenticare o, peggio ancora, da schiacciare.

Nel pensato del giorno offertoci da Bergonzoni ci sono tanti spunti di riflessione, il migliore è vedere quello che fanno le associazioni coinvolte nel progetto e domandarci e io che faccio?

C’è bisogno di fare nesso.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *