ACERRA - E’ sempre più vicina “l’ora x” di quello che, oramai, sembra essere diventato l’evento dell’anno: l’inaugurazione del termovalorizzatore. Prosegue il nostro giro di vite tra le “anime” della città per cogliere pareri e prese di posizione dei soggetti direttamente e indirettamente “legati o interessati” alla questione. Mentre i Comitati del “fronte del no” preparano il loro “attacco pacifico” alle scelte del Governo centrale anche l’ex amministrazione che ha guidato Acerra per cinque anni, vuole dire la sua. Abbiamo incontrato Giovanni De Laurentiis, ex assessore e vice sindaco che ha spiegato le ragione del suo dissenso alla giornata in programma per il 26 marzo. “Alla luce dei recenti sviluppi che hanno caratterizzato questa vicenda ??" ha dichiarato De Laurentiis - non mi resta che associarmi ai sentimenti di diniego espressi dai Comitati cittadini e regionali. Il 26 marzo si appresta a divenire una giornata che sarà ricordata come un atto demagogico imposto dall’alto. “Pagliuzza negli occhi” per distogliere l’attenzione della cittadinanza e dell’Italia intera da domande che ancora non hanno una risposta. L’inceneritore non è pronto, proseguono i lavori di collaudo, quindi mi domando cosa ci sia di così importante e urgente da festeggiare. Se il premier parteciperà all’inaugurazione, cosa che non è ancora ufficiale ??" ha proseguito ??" invece di pensare a “tagliare il nastro”, pensi a fornirci le garanzie socio-ambientali derivanti dall’impianto. Ancora non sono stati resi noti né il programma di funzionamento né le varianti apportate in seguito alle 27 prescrizioni presentate nel 2005. Già durante gli ultimi mesi del nostro mandato avevano denunciato più volte la necessità di una valutazione di impatto ambientale. ??" ha specificato ??" Tuttavia, la Commissione convocata dal Presidente del Consiglio nel 2005 si era limitata ad esprimere un parere (un documento di otto pagine), cosa bene diversa da una valutazione vera e propria. La Commissione stessa aveva dichiarato che l’impianto di Acerra “non avrebbe creato problemi” se fossero state introdotte le 27 modifiche. Inoltre, se inizialmente l’inceneritore doveva bruciare solo il cosiddetto Cdr (combustibile da rifiuti, dl 42/98), la stessa ordinanza di Prodi e Berlusconi ha dato il via libera anche alla combustione del “tal quale” e delle ecoballe, fatto per cui il “mostro” di Acerra è stato giudicato dalla magistratura non a norma. Volendo poi esprimere un parere sulla presenza dei reperti archeologici della Casina Spinelli, ??" ha concluso - anche in questo caso sono costretto ad esprimere parere contrario: per più di un anno e mezzo ho studiato quelle carte e gli stessi documenti preposti per riaprire il sito, non sono in regola. Siamo di fronte ad un altro “attacco” alla legittimità e alla trasparenza della gestione della cosa pubblica”.