NOLA - Conoscere il male ci permette di prevenirne gli effetti. È questo lo scopo che si prefigge Sebiorec (Studio Epidemiologico di Biomonitoraggio Regione Campania), iniziativa promossa dalla Regione Campania spalleggiata dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il rischio rappresentato dalla diossina unito allo spaventoso incremento di tumori e neoplasie varie registratosi nelle nostra area in concomitanza con la fase più critica dell’emergenza rifiuti, ha indotto i vertici del servizio sanitario regionale a sondare il campo campionando 780 giovani tra Acerra, Brusciano e Nola di età compresa fra i 18 ed i 24 anni, ai fini di comprendere meglio lo stato di salute degli abitanti del cosiddetto “triangolo della morte”. Tutte le ASL della zona si sono mosse per promuovere tale iniziativa e per far comprendere l’importanza di tale ricerca dalla quale ci si augura di poter constatare qualche segnale positivo. Inoltre il personale addetto ai prelievi ematici ha anche accompagnato i pazienti nella compilazione di alcuni questionari con domande riguardanti informazioni sull’ambiente in cui le persone vivono, sulle abitudini di vita e la storia lavorativa, la dieta alimentare e la storia medica. Nola è stata l’ultima città a sottoporsi al delicato screening, molto indietro rispetto ad Acerra e Brusciano i cui dati sono già da tempo acquisiti. Con ritardo, quindi, il sangue prelevato a Nola è stato raccolto e verrà ora inviato a Roma, per il conseguente studio dal quale sarà possibile tracciare un dato statistico di importanza fondamentale per il cosiddetto triangolo della morte. Dopo la tempesta si corre ai ripari per cercare almeno in parte di evitare gli errori del passato.