Andrea Manzi
CASAMARCIANO - Ad una settimana di distanza dalla consegna ufficiale delle liste elettorali, il
candidato sindaco Andrea Manzi ha presentato alla popolazione la squadra che lo
accompagnerà in questa campagna elettorale. Dinanzi ad un pubblico piuttosto
folto, nonostante il grande freddo, hanno sfilato i sedici candidati alla carica di
consigliere comunale. “Largo ai giovani”, è lo slogan della lista “Casamarciano
libera e giusta”, e non potrebbe essere diversamente. Dei sedici componenti,
infatti, per ben dieci l’età media si staglia ampiamente al di sotto dei
quarant’anni. Dieci “new entry”, dieci volti nuovi e alla prima esperienza che
saranno di supporto alle “vecchie conoscenze”, tra cui l’ex sindaco della città
Giovanni Cavaccini, e i consiglieri di opposizione Restaino e Coppola (oltre al
candidato Manzi). Un gruppo nato un anno fa proprio in consiglio comunale,
dopo il distacco di Manzi dalla maggioranza (con cui ricopriva il ruolo di
vicesindaco), per disaccordi con il primo cittadino. Da quasi tutti i candidati sono
arrivati segnali di distensione per la campagna elettorale dai toni più accesi del
normale. Ma non si sono risparmiate le critiche. E’ sopratutto Cavaccini, per due
mandati a guida della città, ad attaccare il sindaco uscente Primiano e alla sua
amministrazione. “Vogliamo porre fine - ha dichiarato Cavaccini - a questa
stagnazione amministrativa che tarpa le ali al nostro paese, dove la logica del
compromesso la fa da padrone. Anche perchè democrazia significa alternanza, e
quale alternanza può arrivare da un signore che per quattro volte in quindici
anni si candida sempre per la carica di sindaco? La stessa persona che in questi
cinque anni ha continuamente umiliato il mio lavoro precedente, con il solo
scopo di far apparire più grandi le poche cose fatte da lui”. “Una esperienza
negativa, populista e poco trasparente” gli fa eco Manzi. Che ribadisce come non
gli sia andato giù quel “patto tradito”, quell’accordo politico tra lui e Primiano che
avrebbe dovuto impedire la ricandidatura di quest’ultimo al termine dei cinque
anni. E promette alla cittadinanza, in caso di elezione, di non rinnovare la
propria candidatura “per lasciare davvero spazio ai giovani - conclude Manzi -
perchè il futuro del paese sono loro”.